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Guerra alla droga nelle Filippine. Svolta razionale del presidente Duterte?
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Articolo di Redazione
29 ottobre 2017 12:27
 
Un ex-avvocato specializzato in diritti umani, conosciuto nelle Filippine per il suo modo franco di parlare, e’ stato scelto come nuovo portavoce del presidente filippino Rodrigo Duterte, molto criticato per la sua sanguinosa “guerra contro la droga”.
Duterte e’ bersaglio di critiche da parti di varie citta' straniere e dalle organizzazioni di difesa dei diritti umani per i metodi e il bilancio della sua campagna contro gli stupefacenti.
Il presidente ha fatto sapere di aver nominato come portavoce il parlamentare ed ex-professore di diritto Harri Roque, al posto di Ernesto Abella, che ha avuto di continuo difficolta’ a svolgere le sue funzioni, dovendo minimizzare davanti ai media le dichiarazioni estreme del presidente.
Duterte non ha dato nessuna spiegazione per il rimpiazzo di Abella, dicendo solo che Roque e’ l’uomo giusto per la situazione.
“Per dirlo con chiarezza, credo che Harry onorera’ la sua nomina, poiche’ siamo entrambi due persone franche”, ha dichiarato il presidente a margine della festa di compleanno di Roque.
Questo annuncio arriva qualche settimana dopo che il presidente ha incassato il suo primo calo di popolarita’, cosi’ come lo fa sapere un sondaggio indipendente che e’ stato pubblicato dopo la morte di due adolescenti di Manila nell’ambito della sua campagna contro la droga.
Uno studio che comunque viene relativizzato dal fatto che altre indagini d’opinione lasciano pensare che “la guerra contro la droga” resta ancora molto popolare.
Duterte, 72 anni, aveva promesso durante la sua campagna elettorale di sradicare il traffico di droga, e lo ha fatto colpendo circa 100.000 presunti trafficanti e tossicodipendenti.
Dal suo arrivo al potere, la polizia ha annunciato di aver ucciso piu’ di 3.900 persone mentre altre migliaia sono morte in circostanze che non sono state chiarite.
Roque e’ conosciuto nelle Filippine per essere stato l’avvocato delle vittime in numerosi dossier molto mediatizzati. La sua decisione di mettersi al servizio di Duterte e’ stata molto criticata dall’opposizione.
“Per dirigere la comunicazione di Duterte, bisogna essere un molto brillante imprenditore di pompe funebri, capace di imbellire pot-mortem le dichiarazioni brutali e senza fondamento del presidente”, ha dichiarato Edcel Lagman, rappresentante dell’opposizione.
Il predecessore Abella, le cui maniere tranchant avevano la stessa foga del capo dello Stato, si era distinto nel 2016 perche’ aveva esortato i giornalisti a non prendere alla lettera il fatto che Duterte avesse annunciato una separazione da Washington. “Non siamo letterali”, aveva detto Abella alla stampa. “Avete visto come lui parla, bisogna comprendere il contesto di cio’ che lui dice, d’accordo? Puo’ essere che sia piu’ importante comprendere le parole che non scollegarle fra di loro. Lui ha detto che e’ una possibilita’ (…) cerchiamo quindi di utilizzare la nostra immaginazione creatrice, d’accordo?”.

(elaborazione da alcuni lanci dell'agenzia stampa France Press - AFP del 29/10/2017)
 
 
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