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Guerra alla droga in Messico. I retroscena dell’arresto dell’ex-segretario della Difesa nazionale
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Articolo di Redazione
18 ottobre 2020 14:37
 
 L'arresto dell'ex Segretario della Difesa nazionale durante il governo di Enrique Peña Nieto (2012-2018), generale Salvador Cienfuegos Zepeda, è legato al processo contro il trafficante di droga messicano Joaquín Archivaldo Guzmán Loera "El Chapo", come avrebbe fatto sapere una fonte del governo Usa a Gerardo Reyes, direttore di Univision Investiga.
Secondo la rete televisiva, l'arresto dell'ex segretario alla Difesa messicano - ordinato dalla DEA, amministrazione statunitense per il controllo delle droghe - ha a che fare con le indagini e le accuse che vengono portate avanti contro uno dei leader del cartello messicano di Sinaloa, che si trova in un carcere di massima sicurezza degli Usa, scontando l'ergastolo.

Ma non solo quello. Il giornalista del quotidiano The New York Times, Ioan Grillo, ha rivelato attraverso il suo account Twitter che l'ex agente della DEA in pensione Mike Vigil gli ha riferito del caso dell'arresto di Salvador Cienfuegos. Grillo ha assicurato che la Procura degli Stati Uniti "potrebbe essere alla ricerca di un espediente per negoziare la sua testimonianza di fronte all’ex-presidente Enrique Peña Nieto", oltre al fatto che da quando Cienfuegos Zepeda è stato nominato Segretario alla Difesa, c'erano già voci di corruzione.

Nell'intervista che Grillo ha condotto a Mike Vigil, l'ex agente della DEA ha confermato che l'arresto del generale Salvador Cienfuegos è legato alla questione del traffico di droga in Messico.

Prima che fossero rese note le motivazioni dell’arresto di Cienfuegos, il ministro degli Esteri Marcelo Ebrard ha scritto sul suo account Twitter di aver appreso dal console messicano Marcela Celorio che l'ex segretario alla Difesa è accusato di cinque capi d'accusa di traffico di droga e sarà trasferito a New York.

Nel frattempo, il quotidiano The New York Times ha pubblicato un documento in cui sono esposte le quattro accuse contro i militari messicani:
- Cospirazione internazionale per la produzione e la distribuzione di eroina, cocaina, metanfetamina e marijuana.
- Cospirazione per importare eroina, cocaina, metanfetamina e marijuana.
- Cospirazione per la distribuzione di eroina, cocaina, metanfetamina e marijuana.
- Cospirazione per riciclare denaro proveniente dai proventi dei narcotici.

Inoltre, gli Stati Uniti lo accusano di aver usato il suo potere per proteggere il cartello di Beltrán Leyva, dirigendo le operazioni verso gruppi rivali, aiutando a trovare navi per il trasporto di droga e organizzando incontri con altri funzionari corrotti. Secondo il documento, avrebbe anche accettato tangenti in cambio di protezione, informando il cartello sulle operazioni statunitensi.

Salvador Cienfuegos Zepeda affronterà la sua prima udienza nella stessa Corte che ha discusso il caso dell'ex Segretario alla Sicurezza con Felipe Calderón, Genaro García Luna (accusato di fornire protezione al cartello di Sinaloa, ricevendo tangenti milionarie dal traffico di droga e il trasferimento di migliaia di tonnellate di cocaina negli Stati Uniti) e che ha condannato il fondatore del cartello di Sinaloa, Joaquín “El Chapo” Guzmán.

Il caso del militare messicano è estremamente importante per due motivi: è il primo ex segretario alla Difesa messicano ad essere arrestato negli Stati Uniti per il suo presunto rapporto con il traffico di droga, ma anche perché confermerebbe che l'amministrazione dell'ex presidente Enrique Peña Nieto non è stata solo infestata dalla corruzione, ma avrebbe avuto anche legami con i trafficanti di droga.

Durante il processo a Joaquín “El Chapo” Guzmán, le testimonianze dei trafficanti di droga Jesús “El Rey” Zambada (fratello del leader del Cartello di Sinaloa, Ismael “El Mayo” Zambada) e del colombiano Alex Cifuentes, hanno rivelato i legami di almeno tre ex presidenti con il cartello di Sinaloa.
Vicente Fox, Felipe Calderón ed Enrique Peña Nieto sono stati accusati di aver ricevuto milioni di dollari dal cartello di Sinaloa perché lo stesso cartello potesse muoveri senza problemi, anche per distruggere i propri avversari.

Ma è stato il colombiano Alex Cifuentes -che ha lavorato con Guzmán Loera in Messico tra il 2007 e il 2013-, ad assicurare sotto giuramento che l'ex presidente Enrique Peña Nieto ha ricevuto 100 milioni di dollari (USD) da "El Chapo".

Jeffrey Lichtman, l'avvocato che ha guidato la difesa di "El Chapo" a New York, ha indicato nelle sue argomentazioni di apertura - nel novembre 2019- che Peña Nieto e il suo predecessore alla presidenza del Messico, Felipe Calderón, avevano ricevuto tangenti milionarie dal traffico di droga.
Dopo aver appreso dell'arresto di Genaro García Luna (dicembre 2019), Jeffrey Lichtman ha inviato un messaggio a Peña Nieto e Calderón Hinojosa. Attraverso un tweet, ha chiesto al PRI (ndr Partito Rivoluzionario Istituzionale, all’epoca partito di maggioranza al governo) se pensa ancora di fargli causa per presunta diffamazione, come aveva minacciato lo scorso anno. Lichtman ha anche chiesto se Peña Nieto e Felipe Calderón assumeranno un "tipo diverso di avvocato per rappresentarli". “Peña Nieto mi farà ancora causa per diffamazione, come aveva minacciato un anno fa? O lui e Felipe Calderón assumeranno un tipo diverso di avvocato per rappresentarli? ”Ha scritto Lichtman su Twitter.

(articolo di Claudia Ramírez su Infobae Mecìxico del 16/10/2020)
 
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