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 ITALIA - ITALIA - Sappe difende categoria: Polizia penitenziaria combatte corruzione
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Notizia 
5 febbraio 2010 14:13
 
"Il recente grave arresto di un poliziotto in servizio nel carcere di Genova Marassi, accusato di avere introdotto all'interno delle sezioni detentive droga e telefoni cellulari, e' avvenuto anche grazie alla collaborazione del Reparto di Polizia Penitenziaria, che e' in prima linea per eliminare le mele marce. Il Corpo di Polizia penitenziaria ha dunque dimostrato, ancora una volta, di essere sano e capace di individuare coloro che, al suo interno, si dimostrano infedeli". Lo sottolinea Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto e commissario straordinario per la Liguria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, la prima e piu' rappresentativa Organizzazione dei Baschi Azzurri, commentando l'episodio avvenuto nei giorni scorsi. "E' inutile nascondere - dice Martinelli - la grande amarezza che questo grave fatto ha determinato tra i colleghi di Marassi. Ma il Corpo di Polizia penitenziaria e' una istituzione sana. Lo dimostra anche il fatto che i gravi reati contestati al poliziotto arrestato sono stati accertati anche grazie al contributo determinante fornito dalla Polizia penitenziaria, che ha partecipato alle indagini. Nell'assoluta convinzione dei capisaldi giuridici della presunzione d'innocenza e del carattere personale della responsabilita' penale, se gli indizi saranno confermati il responsabile che avrebbe portato droga e un telefono cellulare nel carcere di Marassi dovra' essere punito severamente sia sotto il profilo penale e disciplinare perche' ha tradito lo Stato e la fiducia di tutti i colleghi di Genova Marassi. Rendersi responsabile di comportamenti che sono non solo contrari alla nostra etica professionale ma addirittura illegali perche' violano le norme penali e' assolutamente ingiustificabile, tanto piu' se a porli in essere e' chi svolge la delicata professione di poliziotto penitenziario". In questa vicenda "la colpa non e' del 'sistema carcere': qui le responsabilita' sono soggettive - sottolinea il segretario generale aggiunto del Sappe -, sono di chi tenta di introdurre o addirittura introduce illegalmente droga e telefonini in carcere mettendo cosi' a rischio la sicurezza della struttura penitenziaria e di chi in esso lavora in prima linea, e cioe' il personale di polizia".
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