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 MESSICO - MESSICO - Narcoguerra. Arresto El Chapo ha scatenato guerra tra bande
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5 maggio 2017 9:02
 
L'arresto di un tipo come "El Chapo" spinge gli altri narcotrafficanti a pensare che i prossimi potranno essere loro. Ed e' per questo che molti criminali messicani stanno contattando i loro avvocati statunitensi per collaborare con le autorita' e cercare di ottenere un trattamento di favore. E' quanto spiega il direttore della Dea (Drug Enforcmente Administration) di New York, James Hunt, intervistato dal quotidiano "El Pais" nei giorni in cui Joaquin Guzman Loera - detto "El Chapo" - compie 100 notti di permanenza nelle celle degli Usa. In Messico il timore che il potente leader, costretto in condizioni carcerarie estremamente severe, stia iniziando a fare nomi agita il mondo di una criminalita' gia' lacerata dal classico conflitto di successione. In gioco c'e' l'eredita' del Cartello di Sinaloa, temibile organizzazione la cui guida e' oggetto di una contesa a tre, come ricorda "El Universal": i due figli del Chapo - considerati dai rivali privi di un adeguato "curriculum" criminale -, il fratello e il clan dei Damaso, il cui leader - "el Licenciado" - e' finito da pochi giorni in manette. La cronaca di questi cento giorni e' quella di un conflitto quasi senza quartiere. 
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