portale aduc testata sostienici
pay-off
prima paginaprima pagina l'associazione canali di' la tua sos online
naviga
attivare javascript per navigare in questo sito!
cerca
Italia. Cassazione: i rasta possono legalmente consumare marijuana
Scarica e stampa il PDF
Bookmark and Share
Notizia 
10 luglio 2008 16:28
 
Non va condannato l'adepto rasta sorpreso con una busta di marijuana: la sua religione, infatti, impone l'uso quotidiano di 'erba sacra' da consumare da soli fino a 10 grammi al giorno. Lo si evince da una sentenza della Cassazione, con la quale e' stata annullata con rinvio la condanna a un anno e 4 mesi di reclusione inflitta dalla Corte d'appello di Perugia ad un 44enne per illecita detenzione al fine di spaccio di marijuana. L'imputato, trovato in possesso di quasi un etto di erba, da cui potevano essere ricavati 70 spinelli, aveva presentato ricorso alla Suprema Corte contro il verdetto dei giudici del merito, spiegando che, data la sua religione, era giustificata la detenzione della sostanza stupefacente e la conferma che fosse destinata solo ad uso personale. Gli 'ermellini' della sesta sezione penale hanno accolto il ricorso dell'uomo: "non sfugge infatti che, secondo le notizie relative alle caratteristiche comportamentali degli adepti di tale religione di origine ebraica - si legge nella sentenza n.28720 - la marijuana non e' utilizzata solo come erba madicinale, ma anche come 'erba meditativa', come tale possibile apportatrice dello stato psicofisico inteso alla contemplazione nella preghiera, nel ricordo e nella credenza che 'l'erba sacra' sia cresciuta sulla tomba di re Salomone, chiamato il Re saggio e da esso ne tragga la forza, come si evince da notizie di testi che indicano le caratteristiche di detta religione". I giudici della Corte d'appello, secondo la Cassazione, non hanno "operato una logica ricostruzione del fatto", essendo "pacifico" che fu proprio l'imputato a consegnare spontaneamente ai carabinieri una busta contenente marijuana non preconfezionata, precisando subito che il possesso dell'erba era "da lui destinato ad esclusivo uso personale, secondo la pratica della religione rastaferiana di cui si era detto adepto". Dai dati emersi nel procedimento, conclude la Suprema Corte, non si puo' escludere "l'invocato uso esclusivamente personale" di marijuana e per questo i giudici perugini dovranno riesaminare la questione.    

Dichiarazione di Marco Perduca, Segretario della Lega Internazionale Antiproibizionista eletto al senato nelle liste del PD:
Non può che essere accolta con un sorriso amaro, specie dal Vaticano, l'accoglimento del ricorso del signor Giuseppe G. contro la condanna a 1 anno e 4 mesi e 4000 euro di multa per illecita detenzione di marijuana a fine di spaccio (quasi un etto!) inflittagli dalla Corte di appello di Perugia quattro anni fa. Da oggi infatti, se per i seguaci della religione rasta che verranno trovati in possesso di 'erba' in quantità "non modiche" da fumarsi tranquillamente perché aiuta la contemplazione e la preghiera 'nella credenza che l'erba sacra sia cresciuta sulla tomba di re Salomone', per i fumatori cattolici, anche devoti, restano invece previste pesanti sanzioni amministrative prima - e penali poi - frutto della Legge Fini-Giovanardi.
Ora, conoscendo e condividendo le posizioni della Chiesa contrarie al carcere, non si potrebbe correre ai ripari designando un santo a cui votarsi, almeno per l'estate?

"Ecco, ci mancava anche questo, la Cassazione che legittima l'uso di droghe in base alla religione. Se non fosse il 10 luglio sembrerebbe un pesce d'aprile", il deputato leghista Paolo Grimoldi, coordinatore federale del Movimento Giovani Padani, ricorre all'ironia per commentare cosi' la sentenza della Suprema Corte che consente l'uso dell' 'erba' per i rasta. "Una sentenza incredibile e indecente. La Cassazione - prosegue - non e' la prima volta che stupisce con decisioni alquanto stravaganti e originali. A questo punto perche' non legittimare anche il cannibalismo di alcune tribu' equatoriali o le mutilazioni femminili islamiche? Chiunque oggi si potra' definire rasta solo per possedere la droga che gli serve. E poi ci si stupisce - conclude Grimoldi - che la maggioranza voglia fermare il delirio di onnipotenza di alcuni giudici?".    

"Finalmente una sentenza che non demonizza una sostanza". Don Andrea Gallo, fondatore e animatore della comunita' di San Benedetto al Porto di Genova, plaude ala sentenza della Cassazione che da' l'ok al consumo di 'erba' per gli adepti della religione rastafari. "Il fatto e' che non si puo' continuare a demonizzare una sostanza - afferma il sacerdote che aiuta i giovani con problemi di tossicodipendenza e nel disagio sociale -. C'e' da rispettare un principio di autoderminazione. E' da trent'anni che favoriamo l'offerta di sostanze stupefacenti demonizzandole, mentre ora la Suprema Corte ha capito che demonizzare una sostanza in quanto tale non e' la strada giusta. Si deve colpire l'abuso, non l'uso".  Don Gallo dice: "pensiamo allo zucchero: in se', se non se ne abusa, non e' certo dannoso, ma se si esagera si rischia il diabete. E' tutta una questione di autoderminazione." Un esempio che a don Andrea serve per affermare che "l'obiettivo e' la legalizzazione delle droghe, non la liberalizzazione. Insomma, bisogna darsi delle regole nuove che rispettino il principio di autoderminazione e bisogna distinguere tra uso e abuso, tra spaccio e uso. Questo dovrebbe tenere presente una legge. Percio' ringrazio i giudici della Cassazione perche' offrono uno spiraglio in questa direzione", conclude don Gallo.    

Uno 'stravolgimento della normativa vigente': e' questo il commento del Dipartimento per le politiche antidroga alla sentenza con cui la Cassazione ha accolto il ricorso di un seguace 'rasta' che era stato condannato perche' trovato in possesso di circa un etto di marijuana. 'Siamo in attesa - afferma il Dipartimento in una nota - di acquisire le motivazioni della sentenza della VI sezione penale della Corte di Cassazione relativa alla detenzione e distribuzione di Marijuana agli adepti della setta rasta da parte di un correligionario. Se le cose stessero davvero in tal modo, ci troveremmo davanti allo stravolgimento della normativa vigente, che vieta e sanziona penalmente qualsiasi cessione, a qualsiasi titolo, di qualsiasi quantitativo di qualsiasi sostanza stupefacente a terze persone'.   

La Cassazione 'continua a stupire con sentenze sconcertanti a tal punto da diventare drammatiche'. Lo afferma il deputato dell'Udc Luca Volonte' riferendosi alla sentenza con la quale i giudici di Piazza Cavour hanno accolto il ricorso di un seguace rasta che era stato inizialmente condannato per la detenzione di marijuana. 'Permettere ai 'rasta' di portare con se' hashish in quanto considerata dalla loro presunta religione come 'erba meditativa' - spiega Volonte' - avra' un duplice gravissimo effetto sulla nostra societa'. In primis, indurra' gli spacciatori e i commercianti di stupefacenti a utilizzare i 'rasta' per i loro loschi giri, e, ancor piu' disarmante, gli abituali consumatori potranno farsi crescere i capelli e millantare di essere 'adepti rasta' per evitare fermi di polizia'.

"E adesso tutti 'rasta' per violare la legge e andare disinvoltamente in giro con marijuana e magari hashish o droghe simili. La sentenza della Cassazione, che legittima l'uso di marijuana da parte degli adepti alla religione dei resta perche' assunta come erba meditativa, e' fuori dal tempo. Chiunque oggi si puo' definire rasta o portare semplicemente i capelli acconciati in un determinato modo per poter consumare impunemente droghe. Ma davvero a nessuno e' venuto in mente che in Italia quella dei rasta e' piu' una tendenza di moda che non una fede religiosa? Qualcuno fermi i giudici che vivono fuori dalla realta'". Lo dichiara il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri.    

"La Suprema Corte, negli ultimi mesi, ha emanato sentenze, riguardanti il delicatissimo problema dell'uso e della detenzione di droghe, tra loro assolutamente incompatibili". Osserva Lo sottolinea a proposito della sentenza sui rasta la parlmentare Pdl Isabella Bertolini. Evidenziando come "oggi i giudici di Cassazione assumono una decisionela deputata del Pdl - in palese contrasto con quanto stabilito in altre occasioni"   "L'uso - ribadisce Bertolini - di sostanze stupefacenti, deve essere condannato fermamente senza distinzioni né attenuanti giustificate da credenze e affiliazioni religiose".  Conclude la deputata che "in Italia purtroppo esiste un filone giurisprudenziale antiprobizionista, nel quale si iscrive la sentenza emessa oggi dalla Cassazione, che noi condanniamo e bolliamo come pericoloso e dannoso".    

'Dopo questa sentenza 'stupefacente', immagino le 'conversioni improvvise' sulla nuova strada inaugurata dalla Cassazione, altro che Damasco! Gia' vedo centinaia e centinaia di nuovi 'adepti' in fila per aderire alla nuova religione rasta, l'unica in grado di poter fumare tranquillamente anche 10 grammi al giorno di erba'. Lo ha dichiarato Luigi Camilloni, Presidente dell'Osservatorio sociale commentando in una nota la sentenza della Cassazione sui seguaci rasta che possono detenere molta piu' marijuana rispetto al consentito.    

'Sentenze di questo tipo risultano sconcertanti e rappresentano un elemento di destabilizzazione rispetto ai pilastri di laicita' rappresentati dalle norme vigenti. Creare pregressi di questo genere significa minare la certezza del diritto facendo si che diversi Tribunali si esprimano in maniera disomogenea sulla stessa fattispecie di reato'. Lo afferma il sottosegretario al welfare con delega alla salute Francesca Martini, commentando la sentenza della Corte Suprema di Cassazione che ha annullato oggi la condanna ad un anno e quattro mesi di reclusione per illecita detenzione e spaccio di marijuana ad un quarantaquattrenne 'rasta'. Martini ha sottolineato di non voler entrare nel merito 'di eventuali risvolti di tipo pseudo - religioso o culturali riguardanti l'utilizzo della sostanza psicotropa a base di THC, sostanza attiva della marijuana, ne' riaprire il nodo politico tra proibizionismo o anti proibizionismo, ne' entrare nell'ambito piu' puramente sanitario e sui correlati rischi per la salute', ma di esprimere una preoccupazione per l'impatto della sentenza sulle norme vigenti'.

"È una sentenza che produce effetti aberranti. Le norme giuridiche vanno applicate con buonsenso. La linea guida deve essere che l'uso della droga va contrastato non giustificato". Lo ha dichiarato il presidente del deputati della Lega nord, Roberto Cota, in riferimento alla sentenza della Cassazione che ha accolto il ricorso di un cittadino di Terni che, condannato per illecita detenzione a fine di spaccio, ha sostenuto di essere un rasta fariano e di fumare l'erba in base ai precetti della sua religione.   

'Apprezzo la sentenza della Corte di Cassazione sul riconoscimento della marijuana in funzione religiosa, perche' fa piazza pulita della demagogia di una destra autoritaria'. Cosi' Francesco Piobbichi, responsabile politiche sociali del prc, commenta la sentenza della Suprema corte. 'Questo pronunciamento - spiega - inoltre apre uno scenario molto interessante dal punto di vista della cultura giuridica del nostro paese, perche' se e' vero che l'utilizzo soggettivo viene permesso in funzione religiosa, non si capisce perche' questo utilizzo soggettivo non possa essere permesso se la persona, senza danneggiare terzi, magari coltivandosi la propria pianta senza rivolgersi alla mafia, decide in consapevolezza di utilizzare marijuana per rilassarsi'.   
NOTIZIE IN EVIDENZA
10 luglio 2008 16:28
Italia. Cassazione: i rasta possono legalmente consumare marijuana
TEMI CALDI
8 febbraio 2010 (9 post)
Droghe. Secondo Giovanardi Aduc disinforma. Mah....
8 febbraio 2010 (2 post)
Scovato con grappa alla cannabis, arrestato imprenditore
8 febbraio 2010 (2 post)
Autorizzato un allucinogeno per finalita' religiosa
8 febbraio 2010 (4 post)
Ennesima overdose mortale a Torino. Con la narcosala non sarebbe accaduto...
8 febbraio 2010 (2 post)
Alla Asl di Chieti la gestione del network osservatori sulla droga
8 febbraio 2010 (3 post)
Sanremo. Perche' ingaggiare Bill Clinton che ha fumato marijuana in gioventu'? E quanto ci costerebbe? Interrogazione parlamentare
5 febbraio 2010 (4 post)
Rai e Governo a Morgan: pentiti e potrai nuovamente cantare
5 febbraio 2010 (2 post)
Italia. Sito web antidroga del Governo. A che e a chi serve?
5 febbraio 2010 (1 post)
California. Cannabis, raccolte le firme su referendum per legalizzarla. Sondaggi favorevoli
5 febbraio 2010 (1 post)
Giovanardi lancia ennesimo sito contro la droga
 
ADUC - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori