
Tempi difficili si prospettano per i circa 120 milioni di fumatori indiani. Il governo si appresta a vietare, a partire da oggi, il fumo nei luoghi pubblici come misura nell'ambito della lotta contro il tabagismo, che ogni anno uccide circa 900 mila persone nel paese asiatico. La nuova disposizione, precisa l'agenzia di stampa 'Dpa', prevede il divieto di fumo in alberghi, ristoranti, bar, pub, discoteche, uffici, aeroporti, stazioni ferroviarie, fermate dei mezzi pubblici, centri commerciali e parchi. Chi non resisterà alla tentazione di accendersi una sigaretta nei luoghi proibiti andrà incontro a una multa di 200 rupie, poco più di quattro dollari. Multe che potranno essere comminate da agenti di polizia, funzionari governativi, ispettori governativi e presidi delle scuole. In passato le leggi adottate in India contro il fumo non sono mai state applicate con rigore. E già alcuni stati indiani, come il Bihar e il Maharashtra, hanno fatto sapere che non saranno in grado di far rispettare il divieto. L'India è il terzo produttore e consumatore di tabacco al mondo, dopo Cina e Stati Uniti. Stando ai dati del governo, l'industria del tabacco genera ogni anno un giro d'affari di 270 miliardi di rupie, ma le spese sostenute dal sistema sanitario per le malattie legate al fumo ammontano ad almeno 300 miliardi.