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 AUSTRALIA - AUSTRALIA - Indagine: cannabis puo' indurre depressione
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Notizia 
29 settembre 2008 0:00
 
Il rischio di soffrire di depressione, ansia e psicosi per chi fuma regolarmente cannabis e' piu' alto rispetto a chi assume droghe stimolanti come le anfetamine. E' il risultato di statistiche raccolte da un campione di 1000 medici generici in Australia, secondo cui fra i pazienti che hanno menzionato l'uso di cannabis al loro dottore, il 48% aveva problemi psicologici, e il particolare il 19% soffriva di depressione, il 9% di psicosi, e il 6% di ansia. La ricerca, pubblicata sull'ultimo bollettino del Centro nazionale di prevenzione e informazione sulla cannabis, suggerisce che l'impatto di questa droga sulla salute mentale sia stato sottovalutato.
Gli effetti delle anfetamine sullo stato mentale sono ben noti, ma la nuova ricerca mostra che i fumatori di marijuana o hashish accusano tassi piu' alti di sintomi psicologici gravi, quando visitano il loro medico. Secondo la direttrice del Centro, Jan Copeland, i risultati confermano i pericoli della droga, specie per i 300 mila australiani (su una popolazione di 21 milioni) che la fumano quotidianamente. 'E' un risultato inaspettato, mostra quanto grave sia il suo impatto su chi la usa', ha detto.
La ricerca indica che i consumatori regolari di cannabis sono in prevalenza maschi, giovani, disoccupati o a basso reddito, e indigeni. Non solo: dallo studio e' emerso che menzionare l'uso di cannabis al proprio medico e' molto raro e avviene in solo 19 mila visite mediche ogni anno, contro il milione e mezzo di fumatori australiani che la usano in un anno, di cui 750 mila con frequenza almeno settimanale. 'Troppe persone che consumano cannabis credono ancora che abbia poche conseguenze sulla salute, o temono di parlarne con il medico'. Gli studi piu' recenti mostrano che la maggior parte delle persone non incontrano problemi gravi con l'uso occasionale, mentre l'assunzione frequente puo' portare a depressione, perdita di memoria, danni ai polmoni, perdita di libido a anche restringimento del cervello.    


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