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 FILIPPINE - FILIPPINE - Guerra alla droga. Nonostante il blocco del Presidente, la polizia continua ad uccidere
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Notizia 
17 febbraio 2017 16:57
 
Decine di filippini poveri sono stati uccisi dopo il divieto ufficiale fatto alla polizia dal presidente Rodrigo Duterte di partecipare alla sua guerra mortale contro la droga. Lo fa sapere, oggi, Amnesty International..
Il 31 gennaio Duterte aveva ordinato alla polizia di ritirarsi dalla sua campagna antidroga. A questa data, 2.555 tossicodipendenti o presunti trafficanti erano stati uccisi in sette mesi da agenti di polizia, mentre altre 3.930 persone erano morte in circostanze non chiarite.
L’ultimo bilancio, al 13 febbraio, divulgato dalla polizia all’agenzia stampa France Press parla di 4.076 “morti che sono soggetti ad un’indagine”. Si tratta di 146 morti in piu’ rispetto alla fine di gennaio e Amnesty pensa che le morti estragiudiziarie continuino anche se il ritmo e’ meno sostenuto.
“Per noi, gli obiettivi sono sempre gli stessi: persone che hanno un rapporto con la droga e che vivono nei quartiere poveri”, ha detto all’AFP Wilnor Papa, della branca filippina di Amnesty International.
Ad oggi, degli assassini sconosciuti uccidono ogni giorno da nove a dieci persone, rispetto alle persone uccise quotidianamente -sia dalla polizia che da persone sconosciute, quando la polizia era ancor alla guida della crociata antidroga.
A fine gennaio, Duterte aveva levato l’incarico alla polizia a vantaggio dell’esercito e dell’Agenzia antidroga, un’unita’ molto piu’ piccola, di circa 1.800 persone.
Una serie di scandali avevano coinvolto dei poliziotti in indagini mortali, in rapimenti ed estorsioni. Quelli coinvolti usavano la guerra antidroga come copertura per le loro malefatte.
Il presidente aveva promesso che non ci sarebbero stati piu’ morti.
Amnesty International ha pubblicato un rapporto in cui valuta queste morti come crimini contro l’umanita’, accusando la polizia di abuso sistematico dei diritti dell’uomo, essenzialmente perche’ ammazzavano persone disarmate, costruivano prove fittizie, pagavano assassini terzi per far uccide dei sospetti e far sparire le vittime.
“I poliziotti si comportano come dei criminali di bassa lega, nonostante dovrebbero essere proprio loro a far rispettare la legge” dice il rapporto.  
 
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