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Notizia
28 giugno 2011 19:37
Via libera dalla Cassazione alla coltivazione, sul terrazzo di casa, di una piantina di marijuana perche' il fatto, nonostante il rigido orientamento delle norme sugli stupefacenti, non ha alcuna portata offensiva. Per questa ragione i supremi giudici hanno respinto il ricorso con il quale il procuratore generale della Corte di Appello di Catanzaro ha protestato contro l'assoluzione di un ragazzo di 23 anni sorpreso con una piantina di 'maria' sul balcone della sua abitazione a Scalea (Cosenza). Con questo verdetto i supremi giudici - sentenza 25674 - sembrano volersi lasciare alle spalle quella giurisprudenza che ha stabilito che deve essere sempre punita la coltivazione di sostanza stupefacente
In particolare la Cassazione, per sdoganare dalla soglia di rilevanza penale il possesso della piantina di canapa indiana, fa riferimento a un principio giuridico che 'sebbene timidamente ha gia' fatto capolino nella giurisprudenza di merito e di legittimita' e che tira in ballo la necessita' che il possesso limitato di piante o principi droganti sia in grado di procurare danni. In pratica, ad avviso dei supremi giudici occorre sposare la linea di giudizio che individua nella 'problematica dell'offensivita'' la leva 'destinata in futuro ad innovare tutto il sistema penale'.
Dunque quando la 'modestia dell'attivita' posta in essere' emerge da circostanze oggettive di fatto, come in questo caso la coltivazione di una piantina in un piccolo vaso sul terrazzo di casa con un principio attivo di mg 16, il comportamento dell'imputato deve essere ritenuto del tutto inoffensivo e non punibile anche in presenza di specifiche norme di segno contrario. In conclusione, osserva la Cassazione, non solo non e' punibile alcun comportamento non previsto dalla legge come reato, ma non e' punibile nemmeno il reato che non procura danni a nessuno: in altre parole 'nullum crimen sine lege' ma anche 'nullum crimen sine iniuria'.
"La sentenza della Cassazione introduce un elemento di buon senso e un principio liberale: non c'è reato se non c'è vittima": e' il commento di Mario Staderini, segretario di Radicali Italiani, alla sentenza sulla coltivazione in casa della cannabis.
"L'autocoltivazione - dice Staderini - andrebbe promossa, perchè garantisce al consumatore la qualità del prodotto, lo libera dal mercato criminale e riduce i profitti delle mafie.
La legge Fini-Giovanardi deve essere superata innanzitutto perchè è una legge stupida e criminogena, tanto che sono 28 mila le persone detenute per averla violata".
"In attesa che sia possibile al popolo italiano conoscere gli enormi costi sociali del proibizionismo e dibattere le sue alternative, chiediamo che venga calendarizzata la proposta di legge radicale, prima firmataria Rita Bernardini, per legalizzare l'autocoltivazione della marijuana" conclude.
"Una sentenza davvero singolare e pericolosa. Singolare perche' introduce il 'reato che non procura danni alla salute pubblica' e si ritiene il comportamento 'inoffensivo e non punibile anche in presenza di specifiche norme di senso contrario', come a dire che la legge non conta. Pericolosa perche' costituisce un precedente che puo' essere applicato non solo per tentare di arrivare alla legalizzazione della droga. Infatti sono tanti i reati che non procurano danni alla salute pubblica e allora...". Cosi' il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri.
"Il via libera della Cassazione alla coltivazione di marijuana sul terrazzo di casa e' scandaloso. Lo Stato si regge su leggi uguali per tutti, anche per chi e' chiamato a farle rispettare". Cosi' il ministro della Gioventu', Giorgia Meloni, che attacca: "La motivazione della sentenza ha poi qualcosa di agghiacciante, quando prevede che il fatto 'e' non punibile anche in presenza di specifiche norme di senso contrario', perche' 'inoffensivo'. Questo- spiega il ministro della Gioventu'- rischia di stabilire un precedente gravissimo: ovvero che un reato non sia piu' tale, nonostante la legge, quando considerato 'inoffensivo'. Se i magistrati vogliono farsi legislatori, smettano la toga e si facciano eleggere in Parlamento".
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