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Brasile. Dopo ritrovamento coca in Amazzonia, Indios indagati
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Notizia 
23 marzo 2008 7:26
 
Dopo aver scoperto una settimana fa settemila piante di coca di una varietà andina nella regione amazzonica brasiliana del fiume Javarì, la Polizia Federale brasiliana si trova ora di fronte a un altro fatto assolutamente inedito: l'uso di cocaina tra indios di tribù amazzoniche.
La denuncia arriva dal cacicco a capo della grande riserva di Alto Solimoes situata nell'estremità est dello stato di Amazonas e dalla Fondazione Nazionale dell'Indio (Funai). Secondo Manoel Nery, della tribù Tikuna, l'uso di cocaina e di alcol avrebbe condotto dal 2001 in qua più di 40 giovani indios al suicidio. Il villaggio ai bordi del fiume Solimoes ospita circa 3400 indigeni Tikuna.

Il problema dell'alcolismo tra gli indios amazzonici è un problema noto e contro il quale il Funai lotta da anni.
Quello della cocaina, invece, secondo il dirigente della Polizia Federale di Tabatinga (Amazonas) Giovani Vicente Fontes Lopes, "è un fatto nuovo, che sarà investigato a fondo, poiché si tratta di un' informazione gravissima" ha dichiarato all'agenzia Radiobras.

Il villaggio in questione si trova di fronte al lato peruviano del fiume Solimeos e a pochi chilometri dal confine con la Colombia. In altre parole, si tratta della famosa "triplice frontiera" che è, in questo periodo, il più forte grattacapo dell'esercito e della Polizia Federale brasiliani. La porta di entrata di grandi quantitativi di droga e il conseguente coinvolgimento nel traffico e anche nel consumo delle popolazioni della regione.

Molti indios dei villaggi locali escono dai confini delle riserve per studiare nella città di Tabatinga dove, secondo molti professori, entrerebbero in contatto con la droga.
Secondo alcuni indios brasiliani, nei villaggi indigeni di confine peruviani e colombiani già si pianta coca. Il timore è che la stessa cosa possa avvenire anche al di qua dei confini brasiliani. Per questo, il ritrovamento della coltivazione lungo il fiume Javarì ha destato particolare preoccupazione tra le autorità brasiliane, provocando anche un appello delle Nazioni Uniti perché il Brasile aumenti il controllo in quelle zone.
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