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 ITALIA - ITALIA - Aids riduzione del rischio. Proposta Dpa accettata in incontro Onu/Aids
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Notizia 
9 giugno 2011 10:14
 
Affiancare alla 'riduzione del danno' (strategia di intervento per arginare il propagarsi di malattie infettive tra i consumatori di droga) la 'riduzione del rischio', cioe' una piu' incisiva azione preventiva: la proposta italiana e' stata accettata e condivisa dagli altri Stati membri delle Nazioni Unite, nel corso della conferenza sull'Aids che si stanno svolgendo a New York. Ne da' notizia il Dipartimento nazionale politiche antidroga della Presidenza del Consiglio.
'In questo modo - spiega il DPA in una nota - termina l'annosa e pretestuosa polemica che alcune associazioni avevano portato avanti' sulla questione della riduzione del danno, 'che sono state quindi clamorosamente sconfessate dalla realta' dei fatti e dalle avvenute negoziazioni'.
'L'Italia sta giocando un ruolo di prima linea nella prevenzione dell'Hiv/Aids - ha dichiarato il sottosegretario con delega alle politiche antidroga Carlo Giovanardi - il fatto che l'Europa abbia condiviso le proposte italiane di rimodulare e specificare le teorie della cosiddetta riduzione del danno significa che ci si e' resi finalmente conto che bisogna andare molto oltre, offrendo terapie precoci e tempestive, sia per la tossicodipendenza sia per l'infezione da hiv, alle persone tossicodipendenti, terapie che si sono dimostrate le uniche nel lungo termine e non solo nel breve e medio termine in grado di controllare e ridurre efficacemente l'espansione dell'epidemia.
Ricordiamo a tutti che il Dipartimento ha scritto e diffuso su tutto il territorio nazionale importanti linee di indirizzo gia' nel 2009 sulla prevenzione dell'infezione da Hiv e che ritiene tale azione fondamentale e doverosa da adottare in tutti i sistemi sanitari regionali'.
'La scelta vincente - ha detto il capo del Dpa, Giovanni Serpelloni - basata sulle evidenze scientifiche non solo per l'Italia ma anche per tutti gli altri paesi del mondo, sara' quella di promuovere e incentivare contemporaneamente le terapie precoci della tossicodipendenza e le terapie multiple antivirali dell'infezione da Hiv. I dati italiani, a dimostrazione di cio', fanno veder che il forte calo delle overdose nel nostro Paese negli ultimi 5 anni e l'eccellente contenimento delle infezioni Hiv nei tossicodipendenti (ma anche delle epatiti) e' dovuto principalmente proprio a queste terapie e in minima parte alle misure di riduzione del danno che, al di la' degli slogan, poco hanno inciso nel creare il calo dell'incidenza delle patologie correlate'
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