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Afghanistan. La Nato ammette: i Talebani si finanziano con la droga
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Notizia 
3 ottobre 2008 11:56
 
I talebani, i "guerrieri di Dio" che durante i loro anni al potere (1996-2001) hanno commesso il crimine di rendere invisibili le donne, "si stanno trasformando in una narcoguerriglia". Ne sono convinti - scrive oggi El Pais - i vertici militari europei dell'alleanza atlantica dispiegati in Afghanistan e il numero due dell'ambasciata degli Stati Uniti a Kabul, Christopher Dell. "La mappa della rivolta talebana, nel sud e sudest del Paese, coincide quasi esattamente con quella della coltivazione dell'oppio", hanno spiegato alla Nato, sottolineando che per la prima volta "ci sono laboratori in territorio afgano per la produzione di eroina". L'ambasciatore Dell ha evidenziato "che si è verificata una concentrazione crescente della coltura dell'oppio in due province meridionali" - l'Afghanistan produce il 93 per cento dell'oppio mondiale, la maggior parte nella provincia di Helmand - e che "decine di migliaia di dollari servono per finanziare la guerra", aprendo nuovi mercati, soprattutto in Asia, dato che il consumo di eroina è notevolmente calato in occidente. "Contrariamente a ció che la gente crede", ha aggiunto il diplomatico, "la produzione del papavero è realmente nelle mani di un piccolo gruppo di proprietari terrieri con collegamenti provati con i talebani". Un altro elemento che ha incrementato l'attività dei talebani è il numero crescente di combattenti stranieri nei suoi ranghi. Gli alleati ritengono che la rivolta possa essere integrata da circa 10.000 uomini e che la maggior parte di loro sia arrivata dall'estero, come i terroristi di al Qaida scappati dall'Iraq. Il generale canadese Richard V. Blanchette, portavoce a Kabul della forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf, la missione sotto comando Nato in Afghanistan), ha indicato che tra i militanti catturati ci sono "turchi, ceceni, uzbechi, tagichi, pachistani, arabi e alcuni europei", membri della jihad globale. Ma certamente la ragione per cui è aumentata l'insicurezza nel Paese e il 2008 è diventato l'anno peggiore per numero di perdite civili dall'inizio della guerra, nel 2001, è il cambiamento di tattica effettuato dai talebani dalla scorsa primavera: hanno importato dall'Iraq l'utilizzo massiccio di bombe artigianali o di "oridgni esplosivi improvissati"
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