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Ecstasy e chiusura discoteca Riccione. A che serve? Per evitare morti e pericoli, meglio la riduzione del danno
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Comunicato di Vincenzo Donvito
2 agosto 2015 15:02
 
 Le autorita' di polizia hanno deciso di chiudere per 120 giorni la discoteca Cocorico' di Riccione, dove alcuni giorni fa era deceduto un 16enne dopo aver preso dell'ecstasy.
Se l'intento e' scoraggiare il consumo di sostanze potenzialmente nocive, ci domandiamo, a che serve? Forse la polizia, e i loro sostenitori, credono che chiudendo uno dei luoghi in cui clandestinamente e senza il consenso dei gestori si consumano droghe illegali, si risolva qualcosa? A noi sembra piu' che altro un'iniziativa per cercare di mettere a posto la incosciente coscienza di chi l'ha presa e di chi la sostiene. Non ci stiamo inalberando contro i presunti sostenitori dello status quo (magari che auspicano norme ancora piu' punizioniste) rispetto ad una legalizzazione di queste sostanze. No, stiamo parlando della salute di consumatori che -Cocorico' aperto o chiuso- comunque consumeranno queste sostanze: nella discoteca accanto, sul lungomare accanto, a casa tra amici, nel boschetto, sulla spiaggia di notte, etc. Se qualcuno si vuole sballare da solo o fra amici, trovato chiuso il luogo che gli sembra piu' congeniale, va in un altro posto. Dove le pasticche di ecstasy che ha acquistato dalla spacciatore li' vicino o dallo spacciatore del paesello da cui ha preso il treno per passare la serata sulla riviera romagnola, possono essere identiche a quelle che hanno ammazzato il 16enne umbro l'altro giorno. Il problema principale e': chi ha controllato che quelle pasticche contengano un principio attivo drogante che di per se', e perche' mescolato con altre sostanze, non sia pericoloso/letale per i consumatori? Nessuno, se non i precari confezionatori del prodotto, interessati a tutt'altro che non alla tutela dei consumatori.
Ma sono droghe illegali! Gridera' qualcuno, ed e' sicuramente quello che ha ispirato la Polizia per il provvedimento di chiusura. E' vero, sono droghe illegali, ma sono presenti in modo massiccio sul mercato grazie ad un'alta domanda. E quindi? Vogliamo che tutti i consumatori di droghe illegali schiantino? Vogliamo arrestare tutti i consumatori di queste sostanze, nonostante le leggi dicano che non si deve fare?
Domanda: ma' la polizia e il Sindaco di Riccione (che ha esultato al provvedimento di chiusura) a cosa stanno giocando? A guardie e ladri o a prendere provvedimenti per la sicurezza e la salute dei loro amministrati? Ci vuole tanto a capire, per esempio, che ad ogni ingresso di discoteca e nei luoghi di incontro di molti giovani, invece di limitarsi a far passare ogni tanto qualcuno in divisa (che non e' male lo facciano), occorrerebbe un punto mobile in cui esperti chimico/farmacologici invitino gli acquirenti di queste sostanze a fargliele loro vedere e analizzare prima di consumarle?
Fatto questo, e' compito poi dei politici disquisire se modificare le leggi perche' iniziative di questo tipo debbano avvenire in un quadro di emergenza sanitaria (come quella attuale in cui queste sostanze sono illegali), o debbano essere una routine di controlli cosi' come avviene per il consumo di qualunque sostanza chimica legale.
Perche' questo non accade? Forse perche' sarebbe un provvedimento meno “maschio” ed eclatante rispetto al mostrare la mascella dura e forte dei rigori della legge. Per capire: se uno attraversa la strada dove non ci sono le strisce pedonali, e' normale/legittimo/umano arrotarlo?
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