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8 agosto 2023 12:38 - Claudio Cappuccino
Gentile signor Enniusfirst,
1.
ho appena mandato una mia ampia risposta al suo ultimo "commento" alla pagina
https://droghe.aduc.it/articolo/cocaina+sindaco+cecina+uomo+ politico_36438.php
anche relativamente al suo modo di presentare ogni volta 1 o 2 articoli più o meno "scientifici" come se fossero quelli "DEFINITIVI" per tutti e per sempre.
2.
Non credo che i lettori di ADUC DROGHE possano appassionarsi a leggere una mia risposta anche all'articolo che lei cita ora.
3.
Quanto alla validità dei discorsi di Elton John, trovo semplicemente RIDICOLO dire che Elton John "sicuramente ne sapeva di più" (!!!) non solo degli "antichi" Sigmund Freud e Leone XIII, ma anche di Charles P. O'Brien, Ronald Melzack, P.D. Wall, Vincent P. Dole, e tutti altri gli esperti di cui ho riportato, nelle mie varie risposte, molte citazioni precise "fra virgolette" - nessuno dei quali "ci ha lasciato quasi un secolo fa".
4.
Noto invece che lei ancora non ha trovato una risposta sensata a quella che io ho chiamato
"LA DOMANDA che TUTTI dovrebbero porsi, POLITICI IN TESTA."
7 agosto 2023 13:54 - enniusfirst
Egregio Cappuccino,
ho citato Elton John in quanto sugli effetti delle erbe magiche sicuramente ne sapeva di più dei personaggi da lei citati per il semplice fatto che , specie nel dopoguerra, la ricerca , quella specialistica, ha fornito molte risposte ( leggi in calce ), sconosciute alle figure da lei citate che ci hanno lasciato quasi un secolo fa .

Ad esempio ….

( Abstract ).
Harvard Medical School 16/04/2014

' Nello studio, pubblicato sul Journal of Neurosciences, le persone che avevano usato cannabis una o due volte la settimana anche per pochi mesi, sono state trovate avere cambiamenti nelle zone del cervello che regolano le emozioni, la motivazione e la dipendenza.

I ricercatori della Harvard Medical School hanno effettuate scansioni 3D dettagliate sul cervello degli studenti che avevano consumato cannabis raramente e non erano assuefatti e li hanno confrontati con quelle di studenti che non avevano mai consumato la droga.

Due sezioni principali del cervello sono risultate essere colpite. Ovviamente, più alto il consumo di cannabis dei soggetti dello studio, maggiori le anomalie cerebrali su migliaia di soggetti .

L’autore della ricerca , il dottor Hans Breiter, professore di psichiatria e scienze comportamentali alla Northwestern University Feinberg School of Medicine, ha dichiarato : “Questo studio solleva una sfida forte all’idea che l’uso occasionale di marijuana non sia associato a conseguenze negative. ...."

Mark Winstanley , chief executive del centro per malati mentali Rethink , ha detto: “Per troppo tempo la cannabis è stata vista come sicura, ma come suggerisce questo studio, può avere davvero un grave impatto sulla vostra salute mentale . La ricerca mostra anche che quando la gente fuma cannabis prima dei 15 anni, si quadruplica la probabilità di sviluppare psicosi. Ma poche persone sono consapevoli dei rischi.”

University of Texas. 2014

"Fumare marijuana in giovane eta' puo' avere conseguenze di lungo termine sul cervello, e persino ridurre il quoziente intellettivo: lo rivela uno studio dei ricercatori della University of Texas. " i

Lo studio mostra come ci siano differenze cerebrali tra i fumatori abituali di marijuana e le altre persone. ..

Prima si inizia a fare uso di marijuana, piu' pronunciate sono le differenze", ha spiegato ai media statunitensi la dottoressa Francesca Filbey, autrice principale dello studio e professore alla School of Behavioral and Brain Sciences dell'University of Texas. " .
6 agosto 2023 11:57 - Claudio Cappuccino
Gentile signor enniusfirst,
trovo abbastanza curioso da parte sua contrapporre ai nomi e ai documenti da me citati alcune frasi diciamo, non proprio "nuove e illuminanti", del signor Elton John, che lei evidentemente considera non meno autorevole "scientificamente" dei poveretti da me citati nelle mie varie risposte (alcuni dell'800 come Sigmund Freud, Edison, Poincaré, Leone XIII, e altri a noi contemporanei come il per lei "signor nessuno" Charles P. O'Brien, come Ronald Melzack e P.D. Wall, come Vincent P. Dole, ecc.) .

Per cui su Elton John non le rispondo, mentre le ricordo la mia DOMANDA PRINCIPALE - che è LA DOMANDA che TUTTI dovrebbero porsi, POLITICI IN TESTA.
Domanda a cui lei - strenuo difensore dello "status quo" e delle leggi attuali - finora non ha risposto.
La ripeto qui di seguito:

COME MAI, PRIMA DELLA "PROIBIZIONE", solo adulti e anziani usavano le poche "droghe" disponibili, in genere con motivazioni più o meno "mediche", comprandole in farmacia, e NESSUNO moriva per overdose ?

E COME MAI, DOPO LA "PROIBIZIONE":
- l'uso di "droghe" si è soprattutto spostato su giovani e giovanissimi ?
- TUTTE le "droghe" sulla carta proibite sono vendute liberamente ovunque, 24/7 ?
- sono state inventate e vendute dalla criminalità organizzata centinaia di "nuove droghe", senza nessuna preventiva valutazione farmaco-tossicologica, droghe che in molti casi si sono rivelate letali ?
- sono comparse droghe "ingestibili" sul mercato nero perché attive a milionesimi di grammo, come i derivati del fentanyl, con cui basta proprio poco per morire, e infatti in USA stanno facendo decine di migliaia di morti ?
- e dulcis in fundo, come mai è nato un SISTEMA DI MAFIE INTERNAZIONALI DEL NARCOTRAFFICO che si sta comprando l'economia di mezzo mondo, e sta corrompendo la politica dell'altro mezzo ?

Le chiedo: COME MAI E' SUCCESSO TUTTO QUESTO dopo la geniale idea della "proibizione" ?

SE LEI SA SPIEGARE perché questa "SOLUZIONE" è migliore del "PROBLEMA" che c'era prima, ci faccia sapere.

E CONCLUDO CON UNA MIA OPINIONE PERSONALE, per quel che vale:
Io penso che SE politici e "opinionisti" spaventosamente superficiali e poco lungimiranti, circa 100 anni fa, NON AVESSERO INVENTATO IL PROIBIZIONISMO, accendendo ogni genere di curiosità e fantasie sulle "droghe", costruendo miti, stimolando nei più giovani e immaturi desideri di ribellione all'autorità e trasgressione alle regole, fino a creare una assurda "cultura della droga" e, dopo qualche anno, una terribile e preoccupante "CULTURA DELLO SBALLO", il mondo sarebbe stato MOLTO MEGLIO.

Ma purtroppo la storia non si fa con i SE, e ora noi il proibizionismo ce l'abbiamo e dobbiamo capire cosa fare.
Anche perché ORA, il VERO PROBLEMA è che il proibizionismo ha creato una situazione da cui sarà DIFFICILISSIMO, E NON INDOLORE, uscire.

P.S.
anni fa, per il libro “Finzione e utopie. Diritto e diritti nella società contemporanea” (a cura di R. Dameno e M. Verga; ediz. Guerini Studio 2001), avevo scritto un capitolo sul proibizionismo, intitolato:
"LA DROGA, OVVERO IL PROBLEMA DI UNA SOLUZIONE" (pag. 233-294)
5 agosto 2023 12:51 - enniusfirst
Scrive Cappuccino:
“Io non "tento" di fare niente se non dare informazioni precise e documentate, cercando anche di separare bene i fatti e i dati scientifici dalle mie opinioni. “

Ecco dovremmo tutti sforzarci a limitarci a questo evitando di tirare in ballo anche Papi e personaggi dell’Ottocento che sull’argomento non hanno nulla di scientifico da dirci.

Ma se proprio dobbiamo scendere qualche scalino per confrontarsi , val la pena di ascoltare anche celebrità del nostro tempo.

Elton John ha raccontato i suoi trascorsi .. erbivendoli a Matt Lauer durante il programma "Today"

"Mi venivano attacchi epilettici e diventavo blu. Mi trovano sul pavimento e mi mettevano a letto e dopo 40 minuti ero già lì che mi facevo un’altra striscia"..

"Rimanevo sveglio, fumavo qualche spinello, bevevo una bottiglia di Johnnie Walker e non mi addormentavo per tre giorni. Poi mi addormentavo per un giorno e mezzo, mi svegliavo ed ero affamatissimo perché non avevo mangiato.

Mi facevo tre panini al bacon, un barattolo di gelato e poi vomitavo tutto perché ero diventato bulimico. E poi ricominciavo tutto dall’inizio. La mia vita era una tragedia".

"Ho sprecato una bella fetta della mia vita. Ero drogato ed egocentrico. C’erano persone, amici, che mi morivano accanto ma la cosa non mi fermava dal continuare a vivere quella vita, il che è la parte più terribile della dipendenza. Sai, è una malattia davvero brutta".
4 agosto 2023 14:46 - Claudio Cappuccino
Rispondo per un'ultima volta a enniusfirst. Ritengo con questo di aver detto tutto l'essenziale che ho da dire.
1. Io non "tento" di fare niente se non dare informazioni precise e documentate, cercando anche di separare bene i fatti e i dati scientifici dalle mie opinioni.
2. "Erbe magiche" sono sue parole: dal mio punto di vista, una definizione "poetica" senza senso.
Peraltro, oggi come oggi, grazie proprio al proibizionismo, le "erbe" in giro sul mercato delle "droghe" sono poche. Per lo più sono pillole o polverine in cui non si sa cosa c'è dentro e quanto.
3. Tanto per ricapitolare: il "proibizionismo nasce nel 1912 con l'idea di "proibire" 4 sostanze (oppio, morfina, eroina, cocaina). Purtroppo il risultato è stato solo quello di scatenare la fantasia di trafficanti e consumatori. Nel 1948 le "droghe proibite" diventano 36 (24 naturali e 12 sintetiche), e nel 1995 si arriva a 282 (37 naturali, 245 sintetiche) (fonte: United Nations International Drug Control Programme. World drug report. Oxford University Press 1997, p. 163). Oggi non è più nemmeno possibile calcolare il numero aggiornato, perché le "nuove droghe" di sintesi sono molte centinaia e ne nascono ogni giorno (vedi pubblicazioni dell'Osservatorio europeo, EMCCDA).
4. Penso di conoscere abbastanza bene la "montagna di ricerche effettuate in questi ultimi decenni ... da centri di ricerca accreditati".
Lo studio delle "droghe" è stato uno dei miei principali interessi per più di 60 anni: ho alcune migliaia di libri sull'argomento, in 5 lingue, dall' "Opiologia" di Wedelius del 1674 fino a oggi (174 pagine di catalogo), più diversi armadi di fotocopie di documenti e articoli scientifici fatte nelle biblioteche e università di mezzo mondo, e innumerevoli PDF, grazie al miracolo internet.
5. Charles P. O'Brien è un professore americano dell'Università di Pennsylvania che si occupa di "dipendenze" da decenni. Ha pubblicato centinaia di lavori scientifici. Il fatto che lei non lo conosca è solo a suo sfavore. (P.S. Il Cecil Textbook of Medicine da me citato, su cui O'Brien ha scritto per varie edizioni, è uno dei più autorevoli testi di medicina interna (1a ed. 1927, 26a ed. 2019) e ovviamente non lascia scrivere sciocchezze ai suoi autori).
6. Sulla Cannabis.
Ho abbastanza studiato l'argomento e penso di avere tutto ciò che è stato pubblicato di rilevante, a partire dagli studi di O'Shaughnessy del 1838 e dall'Indian Hemp Drug Commission Report 1893-1894 fino a oggi, incluso il testo della NAP 2017 da lei citato.
Mi scusi, ma non si possono presentare le cose come fa lei.
Volendo, con il suo metodo, si potrebbero scrivere 10 righe terrorizzanti sul numero di morti per emorragie gastrointestinali legate all'uso di aspirina. Ma sarebbe sbagliato e non avrebbe senso.
7. Il punto è che TUTTE le sostanze "farmacologicamente attive" - inclusa la Cannabis - hanno effetti desiderati, effetti indesiderati, controindicazioni, reazioni avverse. Con tutti, per un uso razionale e ragionevolmente sicuro, occorre valutare (saper valutare) il rapporto rischi/benefici.
8. Su Sole 24 Ore e Fondazione Veronesi. Non ha senso che io mi metta a commentare per esteso le citazioni che lei fa.
Ma riguardo a quella del Sole 24 ore (molto "giornalistica" e molto allarmistica), dico solo che nel testo della NAP (che ho anche in PDF, per cui la ricerca è facilissima) non sono riuscito a trovare nessun accenno al fatto che "la marijuana è una delle cause epigenetiche della demenza. Essa potrebbe diventare il maggior problema di droga del futuro."
Sulla "demenza", si trovano solo molti riferimenti ai possibili usi terapeutici della Cannabis per il trattamento delle demenze.
Sottolineo invece una cosa: non esistono "evidenze scientifiche" solide che la Cannabis sia la "causa" di schizofrenia o altre psicosi. E' invece opinione abbastanza condivisa che il suo uso continuato e ad alte dosi possa facilitare o accelerare la comparsa di disturbi psichiatrici in soggetti predisposti ("slatentizzazione").
9. Detto questo, cerco di chiudere con qualche informazione più precisa.
- L'organismo dei mammiferi possiede un "sistema cannabinoide endogeno", che include composti (endocannabinoidi) aventi attività simile ai principi attivi della Cannabis e recettori cellulari su cui queste sostanze agiscono. Sulla base di queste evidenze, la Cannabis può "per definizione" essere considerata un farmaco.
- In più, nel linguaggio corrente, è anche una "droga", usata per i suoi effetti psicoattivi, che alcuni definiscono "inebrianti" e altri anche vagamente "allucinogeni". E' una sostanza che, in modo dipendente dalla dose assunta, altera lo stato mentale, l'umore, il senso del tempo e dello spazio, i riflessi, la concentrazione, la capacità di ragionamento, l'atteggiamento verso se stessi e gli altri, il coordinamento neuro-muscolare, e molto altro.
- Gli effetti in una singola persona, in un certo momento, sono ovviamente correlati alla dose di "principi attivi" assunta, e possono essere imprevedibili. Spesso si manifestano "a ondate", a intervalli più o meno regolari, e possono durare alcune ore.
- Sotto l'effetto della Cannabis, guidare o fare qualsiasi lavoro che richieda concentrazione, attenzione e coordinamento è assolutamente sconsigliato e crea rischi inaccettabili per sè e per gli altri.
10. Riprendendo ancora la Fondazione Veronesi da lei citata, concordo che NON ha senso definire la Cannabis una droga "leggera" (secondo me non esistono "droghe" leggere e pesanti, semmai esistono USI leggeri e pesanti di qualsiasi "droga") e non bisogna considerarla esente da rischi (salvo il fatto che non sembra possibile morire a causa di una "overdose" di Cannabis).
E sono assolutamente d'accordo che il suo uso regolare (non quello occasionale, che può essere parte delle "normali" sperimentazioni della vita) è assolutamente sconsigliabile negli adolescenti, che devono IMPARARE a relazionarsi con se stessi, con gli altri e con il mondo nel modo più "naturale" possibile. L'uso regolare di qualunque sostanza psicoattiva da parte di adolescenti e giovanissimi è secondo me assolutamente controproducente e sconsigliato.
11. La ri-legalizzazione della Cannabis è ormai un dato di fatto in molti paesi ed è progressivamente in aumento. La mia opinione, sulla base di tutto quello che ho letto, vissuto e osservato, è che i vantaggi della legalizzazione superano di molto i rischi e i danni.
12. Personalmente credo che tutte le principali sostanze oggi illegali (ovviamente solo quelle ben conosciute sotto l'aspetto farmaco-tossicologico) dovrebbero essere in qualche modo riportate sotto il controllo degli Stati e ri-affidate alla responsabilità dei cittadini, e non lasciate alle mafie del narcotraffico, che grazie alla follia del "proibizionismo" hanno ovunque inquinato il mondo della politica e dell'economia.
13. Il passo più importante e più difficile sarà ritrovare il modo "giusto" di parlare di "droghe", soprattutto con i più giovani, che dopo anni di bugie, allarmismi e disinformazione non solo non credono più a nulla, ma soprattutto non sono più disposti ad ascoltare nessuno.
E purtroppo, studiano troppo poco e non sanno nulla né di farmaci né di "droghe".
3 agosto 2023 21:25 - enniusfirst
Il tentativo di Cappuccino di far passare le erbe magiche alla stregua del … karkadè e che solo il proibizionismo le abbia … inquinate, mi risulta penoso alla luce delle montagne di ricerche effettuate in questi ultimi decenni non da questo C.P. O’Brien ( chi è ? ), ma da centri di ricerca accreditati.

Ne cito solo alcuni, i più recenti, ma a richiesta ne fornirò a iosa .
Per il momento limitiamoci alle erbe magiche considerate dai vari Cappuccini … droghe leggere.

Nel 2017, l’American National Academy of Medicine ha pubblicato un volume di 468 pagine (The Health Effects of Cannabis and Cannabinoids The current state of evidence and reccomendations for research, http://www.nap.edu), dal quale s’impara molto o tutto della cannabis.

Così lo riassume Il Sole 24 Ore, 19 febbraio 2019
Fumare cannabis. Gli effetti negativi sulla salute.
.......
Il messaggio più drammatico della pubblicazione dell’Accademia di Medicina è che l’uso della cannabis «aumenta il rischio della schizofrenia e di altre psicosi in proporzione al consumo». Come tutte le droghe, la marijuana è una delle cause epigenetiche della demenza. Essa potrebbe diventare il maggior problema di droga del futuro. ....

Sul sito della Fondazione Veronesi si legge:

"Gli esperti lo dicono da tempo, ma ogni appello sembra lasciare poche tracce. La cannabis - la pianta da cui derivano due tra le droghe più usate dai giovani, hashish e marijuana - di oggi è molto più «potente» rispetto a quella che era presente sul mercato durante l'adolescenza vissuta dai nostri genitori.
Contiene cioè quantità di principi attivi più elevate, a partire dal tetraidrocannabinolo (Thc): la sostanza che più di tutte può determinare nel tempo l'insorgenza di disturbi psicotici nei forti assuntori.
Da qui la preoccupazione degli esperti, che viaggia di pari passo con la legalizzazione dei derivati della cannabis in diversi Stati del mondo (a partire dagli Stati Uniti) e con la diffusione di un'immagine «edulcorata» di quelle che ancora oggi molti ragazzi continuano a considerare droghe «leggere» (non esistono). "
3 agosto 2023 12:56 - Claudio Cappuccino
Rispondo (in ritardo) a enniusfirst, sulle 200 pagine di morti per overdose elencati da Wikipedia.
1. La enorme maggioranza dei morti per overdose sono dovuti a eroina o altri oppioidi del MERCATO NERO (ultimamente i pericolosissimi derivati del fentanyl). Gli oppioidi del mercato nero sono sempre PERICOLOSISSIMI (tagli, impurità, dosaggi imprevedibili, per non parlare della mancanza di igiene nelle iniezioni) e determinano sempre un rischio di morte.
2. Ma appunto, questo problema e TUTTI QUESTI MORTI SONO SOLO DOVUTI AL PROIBIZIONISMO, non alle sostanze.
3. Gli oppioidi di farmacia sono farmaci sicurissimi e dato che le dosi usate sono assolutamente precise non uccidono nessuno per "overdose" non-intenzionale.
Inoltre si può sottolineare che sono sostanze assolutamente "compatibili" con l'organismo dei mammiferi, che come si sa ha un fondamentale "sistema oppioide endogeno" coinvolto in tutti i grandi processi neurobiologici, dalla modulazione del dolore alla risposta allo stress e alla risposta immunitaria.
Una citazione autorevole e direi abbastanza chiara: "Gli oppiacei di per sè sono SORPRENDENTEMENTE NON-TOSSICI anche quando sono usati quotidianamente a dosaggi significativi per molti anni.” (C.P. O’Brien in: Cecil Textbook of Medicine, 20a ed. 1996, p. 52).
Se richiesto, potrei fare decine di citazioni simili da libri e articoli "scientifici".
12 luglio 2023 16:52 - enniusfirst
In 'Categoria:Morti per overdose', Wikipedia pubblica 200 pagine di nomi di personaggi appartenenti al mondo dello spettacolo, più o meno famosi, che ci hanno lasciato precocemente in questi ultimi decenni.

I legalizzatori della droga in sostanza ci dicono che se uno vuol farsi servo o suicidarsi con le droghe sono affari suoi e che lo Stato non deve opporsi rendendo quindi lecite le erbe magiche.

Poi ci sarebbe l'art. 32 della Costituzione italiana che recita:
"La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, ...",

ma queste sono .... ciance....
9 luglio 2023 4:41 - lucash
Mi piacerebbe sapere se sono morte più persone per la droga Oppure quelle che sono morte per la criminalizzazione con Gli annessi e connessi ringraziamo l'America sta banda di merdaioli
3 luglio 2023 9:04 - VDonvito
grazie a Claudio Cappuccino per questo intervento di chiarezza e puntualizzazione.
2 luglio 2023 2:01 - Claudio Cappuccino
Vorrei presentare molto in sintesi alcuni fatti storici fondamentali.
1. tutte le civiltà umane hanno usato tutte le "droghe" disponibili lungo tutta la storia conosciuta. Salvo momenti drammatici (es. pena di morte con modalità estremamente crudeli nel '600 nell'impero Ottomano sotto Murad IV, per fumatori di tabacco) in genere la convivenza è stata tranquilla, e il consumo "socialmente controllato". La droga che ha creato più problemi nella storia, fin dall'antichità (Babilonia, Egitto) è stata l'alcol.
2. Le cose sono improvvisamente cambiate a metà '800 (movimenti anti-oppio a seguito delle guerre dell'oppio fra Inghilterra e Cina, e movimenti anti-alcol soprattutto in USA).
3. Nella Conferenza dell'Aja, 1912, le principali potenze mondiali decisero di "proibire" gli usi non strettamente medici di 4 sostanze (oppio, morfina, eroina, cocaina) fino ad allora in libera vendita. Gli USA nel 1919 aggiunsero l'alcol.
4. N.B. salvo un certo numero di artisti e playboy della Belle Epoque, l'uso di queste sostanze era in genere medico o quasi medico, e riguardava solo adulti e anziani più o meno "malati". Molti diventavano dipendenti, ma nessuno doveva delinquere per procurarsi "la droga", e nessuno moriva di overdose non intenzionale (anche se alcuni morivano per infezioni legate a mancanza di igiene nelle iniezioni).
5. Con la proibizione, tutti i consumatori dovettero di colpo rivolgersi al mercato nero, e subito nacquero organizzazioni criminali (Al Capone ecc.) che ne presero il controllo. Le droghe illegali, di qualità non più "farmaceutica", cominciarono a uccidere per errori di dose o per "tagli" dannosi. Inoltre, cosa più grave, l'effetto "frutto proibito" cominciò a diffondere l'uso fra i più giovani, ovviamente più attratti dalla ""trasgressione alle regole".
6. Visti i risultati della proibizione, gli USA nel 1933 ri-legalizzarono l'alcol. Ma per motivi che non posso analizzare in poche righe, nonostante molte voci critiche degli evidenti effetti negativi del proibizionismo, non si tornò indietro sulle altre "droghe". Uno degli artefici della conferma, e anzi rapida estensione, del proibizionismo sulle altre "droghe" fu il Commissario USA Anslinger (abilmente passato dal "perdente" ufficio sull'alcol a quello sui narcotici). Uno dei suoi primi atti fu costruire nell'opinione pubblica americana, e poi mondiale, il "mostro marijuana", sostanza rimasta in libera vendita, ottenendone la proibizione nel 1937.
E subito iniziò il primo boom del consumi di Cannabis (con altri soldi per le varie mafie).
8) Poi negli anni '950, si "scoprirono" gli "allucinogeni" (peyote, LSD, funghi), e nei '60 esplose il mito dell' "allargamento della coscienza" - con (1967) ulteriore stretta repressiva dei governi, che non avendo ancora capito che pasticcio avevano fatto, continuavano ad "agire col pugno di ferro" aggravando i problemi invece di risolverli.
8) nel frattempo, i più curiosi e intraprendenti "consumatori" avevano scoperto altri farmaci interessanti ancora non proibiti (amfetamine, barbiturici). E presto (Convenzione ONU 1971) furono" proibiti" pure quelli.
Ma come per gli altri precedenti, il solo risultato fu lo spostamento sul mercato nero, nuovo grande affare per le mafie. E per inciso, la proibizione delle amfetamine determinò l'impressionante boom di produzione, traffico e consumo di cocaina (che ha effetti praticamente identici, solo più brevi) e dopo un po' della variante "crack" (cocaina da fumare).
9) intanto, negli anni '960, era nata una prima "cultura della droga" (movimento beat americano e poi "figli dei fiori"), su cui purtroppo non posso approfondire qui.
E infine, anni '990, nasce la terribile "cultura dello sballo", soprattutto fra i giovanissimi: prendere qualsiasi cosa, senza sapere né pensare, pur di "esser fuori" il più possibile.
E questo ha cambiato completamente le cose, soprattutto stimolando, negli ultimi vent'anni, l'invenzione e la commercializzazione criminale di centinaia di "nuove droghe", mai "testate" sotto il profilo farmaco-tossicologico, e spesso estremamente più pericolose o anche dannose delle vecchie.
Ed ecco come la originaria "soluzione" di un problema agli inizi molto marginale si è trasformata nell'attuale situazione completamente fuori controllo e in un problema gigantesco.
Con un regalo di migliaia di miliardi esentasse alle grandi mafie e una "guerra alla droga" in tutto il globo terracqueo. Ma con efficacia meno di zero; con danni per tutti, consumatori e no (vedi inquinamento mafioso dell'economia legale, corruzione a ogni livello, grande e piccola criminalità diffusa); e con MILIONI DI MORTI.
E l'aspetto forse più perverso è che da questa situazione sarà difficilissimo, quasi impossibile, uscire.
___
E questo è quello che, in oltre 60 anni di studi, ho capito del "problema droga".
28 giugno 2023 13:09 - Suma57
La questione della libertà personale è complessa e spesso trattata come in questo caso in modo molto teorico . difficile capire fino in fondo problematiche cosi articolate , sta di fatto che la liberta personale da qualsiasi punto la si vede non deve essere da ostacolo a quella di un altro individuo e qui si aprono scenari apocalittici .. In Italia viviamo in una dittatura non solo fiscale e spiritual/politica , ma aggiungerei anche commerciale per cui certi discorsi diventano fantascienza . per rimanere nel tema direi che basterebbe legalizzare tutto in modo da tenere almeno il controllo della situazione , questo già sarebbe un successo . lasciare alla malavita il compito di spacciare e allo Stato quello di curare e prevenire è controproducente oltre che dannoso per tutti .
27 giugno 2023 17:29 - enniusfirst
… siamo alle solite !

Siccome sul mercato, liberalizzato o legalizzato, esiste … ciarpame, ergo perché non aggiungerne dell’altro ?
27 giugno 2023 10:32 - Manboy
Intanto consulterei un dizionario che ti permetta di cogliere la differenza tra "liberalizzazione" e " "legalizzazione". L'alcol è in assoluto la droga che provoca più vittime dirette per intossicazioni acute e croniche ed indirette come causa di incidenti stradali, ma pure di incidenti sul lavoro e domestici. Eppure è legale ( e per fortuna, visto gli effetti del proibizionismo degli USA quasi un secolo fa). Eppure basta chiedere di apporre sull'etichetta di ogni alcolico, compreso il vino, le avvertenze sui danni da abuso, che gli stessi che osannava il proibizionismo per ogni droga senza alcuna distinzione, urlano contro l'attentato al Made in Italy. Eppure nessuno vuol rendere il vino illegale.
27 giugno 2023 10:11 - Manboy
Intanto ti sarebbe utile consultare un dizionario per comprendere la differenza tra "liberalizzazione" e "legalizzazione"!
La droga che miete più vittime al mondo è l'alcol, anche quello del vino o di un aperitivo, eppure ovunque è legale...anzi in Italia gli stessi che inneggiano al proibizionismo, levano urla in difesa del Made in Italy contro la proposta di apporre sulle bottiglie anche i pericoli dell'abuso di alcol che può certamente avvenire anche attraverso vino e aperitivi. Sono poi gli stessi che declamano che tutte le droghe sono ugali: non c'è differenza tra uno spinello e un speed-ball di coca+eroina...quindi neppure un bicchiere di vino dovrebbe essere "legale", visto che l' abuso di alcol compie stragi dirette con intossicazioni acute e croniche ed indirette attraverso gli incidenti stradali!
25 giugno 2023 23:18 - enniusfirst
Legalizzare le droghe significa riconoscere che ogni capriccio puó essere scambiato per diritto.
La droga crea dipendenza e questo significa legalizzare la schiavitù sotto altra forma.

Per quanto riguarda i buoni propositi enunciati dagli esperti delle N.U. da promuovere come .. " misure efficaci, basate sulla comunità, inclusive e preventive. ", questi possono essere realizzati anche in presenza di politiche di divieto.
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