testata ADUC
Penuria di cannabis sul mercato nero in Algeria
Scarica e stampa il PDF
Articolo di Redazione
11 febbraio 2017 13:29
 
 "Il prezzo delle banane, delle verdure, dell’elettricita’, del carburante… e’ gia’ in aumento, ed ora la cannabis? E’ troppo”, dice Farid mentre si fa una canna con il piccolo pezzo di pizza che ha ricevuto dal suo abituale spacciatore. A causa della penuria che colpisce Algeri dalla fine di dicembre, il prezzo della resina di cannabis e’ anche raddoppiato. “In altri tempi, per la stessa somma, avevo un pezzetto di questa misura”, mostra con la mano il giovane abitante di Poirson, un quartiere residenziale, mimando quello che potrebbe assomigliare ad un bel gran pezzo di sapone di Marsiglia. “Ma io sono fortunato, riesco ancora a fornirmi”.
“All’inizio, mi sono chiesto se questo riguardava i miei fornitori -ricorda Reda-, ma poi un amico ha postato su Facebook ‘wesh (ndr; in arabo “attenti”) algerini! Che succede alla roba?!!”. Gli internauti si sono subito buttati sui social network senza preoccuparsi che gli stessi sono controllati -dice. Le autorita’ sembrano piu’ interessate a perseguire i reati d’opinione.
La maggior parte del kif * viene dal Marocco
La stampa ha poi informato di cosa accadeva, anche se il sito El Mancha spiegava gia' lo scorso 15 gennaio come “ad Algeri e’ sempre piu’ difficile trovare dell’hashish che non latte”, un liquido il cui approvvigionamento e’ abbastanza regolare. “Grave penuria di zetla **: l’Algeria accusa il Marocco di voler destabilizzare il Paese”, titolava il sito di informazione.
L’origine di questo problema e’ in effetti alla frontiera dell’Algeria con il suo vicino, promo produttore mondiale di cannabis con l’Afghanistan, secondo l’Ufficio Onu su droghe e crimine (UNODC). Di conseguenza, i consumatori algerini, con un po’ di invidia, si lamentano anche della scarsa qualita’ della resina, secca, che arriva fino a loro, mentre all’ovest, essenzialmente ad Oran, “si sbriciola da sola nella tua mano”, dice Redouane.
Sulle 109 tonnellate di resina sequestrate nel 2016, il 74,34% viene dall’ovest, secondo l’UNODC. La gendarmeria della regione fa sapere di aver solo lei sequestrate 67 tonnellate di kif trattato proveniente dal Marocco.
L’altra frontiera chiusa
“Ogni fine anno, siamo abituati che ci manca l’hashish perche’ molti agenti della frontiera sono piu’ zelanti per avere avanzamenti di carriera -dice di sapere questo venditore di Dely, Brahim-. Ma quest’anno il periodo si e’ prolungato per via della maggiore sorveglianza sui migranti”.
Da quattro anni, Marocco e Algeria, la cui frontiera comune e’ chiusa per ragioni diplomatiche dal 1994, comunicano volentieri su cio’ che vogliono, piu’ o meno poi realizzato, che sia controllato alle frontiere con dei blocchi, dei muri o delle trincee dalla dubbia efficacia. I primi dicono di volersi premunire rispetto al terrorismo, i secondi rispetto al contrabbando (essenzialmente carburanti e droghe). In quanto ai migranti, i due Paesi sono d’accordo di voler loro impedire il passaggio.
Christian, giovane del Camerun irregolare, fa un legame tra le difficolta’ che i suoi compagni hanno per attraversare la frontiera e la penuria di cannabis. Lo scorso 2 febbraio, il quotidiano governativo “El Moudjahio” scriveva anch’esso in un articolo sull’arresto di trafficanti di droga e migranti clandestini, alla frontiera ovest, anche se si trattava di operazioni distinte.
“Puo’ essere che questa penuria sia un metodo per spingerci a consumare algerino?”, dice un giovane fumatore, facendo riferimento al movimento lanciato nel 2015 nel Paese a favore dei prodotti nazionali. Disgrazia di un barone della droga vicino al potere? Calo di produzione per far aumentare il prezzo? Gli algerini si perdono in congetture. Ma pochi fra loro, come Brahim, un residente di un certo livello che assicura che l’ordine e’ stato dato per rendere la frontiera piu’ impenetrabile, evoca naturalmente un’altra possibilita’: l’eventuale successo della lotta contro la droga.
L’UNODC e’ contento di un calo del 13,9% dei consumi in rapporto al 2015. Un risultato che l’organizzazione dell’ONU, che non evoca l’eventualita’ di una minore efficacia, attribuisce al “rafforzamento della sicurezza alle frontiere”.

* un tipo di hashish
** modo gergale di chiamare l’hashish


(articolo di Fahim Djebara, corrispondente da Algeri, pubblicato sul quotidiano Le Monde del 11/02/2017)
 
ADUC - Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori