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Narcoguerra messicana. I cartelli che cambiano, la frammentazione
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Articolo di Redazione
12 marzo 2017 18:49
 
Il gruppo di Michoacan, conosciuto come La Tercera Hermandad, miscela di autodefensas e cavalieri templari, e’ la cartina al tornasole della frammentazione dei gruppi criminali del Paese. I primi rapporti su La Tercera Hermandad, o H3, sono datati da meta’ del 2014, quando presumibilmente sono cominciati i contatti tra i membri delle autodefensas e i narcos dei Caballeros Templarios, cartello che controllava le rotte di traffico nella zona del centro-ovest messicano.
H3 non aveva mantenuto le caratteristiche religiose, di setta, che avevano i templari, una caratteristica che adottarono nel gruppo da cui si scissero a cominciare dagli ultimi dieci anni, La Familia Michoacana, cartello che a sua volta’ era comparso negli anni 90 di La Empresa, fondata da Nazareno Moreno, “El Chayo”.
Rispetto al sincretismo di templari e autodefensas, La Tercera Hermandad avveva incorporato sicari del cartello Jalisco Nueva Generacion, che opera principalmente in Jalisco, stato confinante col Michoacan, e dove si e’ affermato con forza durante il mandato del presidente Enrique Pena Nieto.
Infiltrati
“Qui ci sono molti che sono stati fatti passare per le autodefensas, ma erano ed hanno continuato ad essere nuclei di puri delinquenti che si sarebbero dovuti fermare nel momento in cui il governo aveva informazioni su chi fossero. Sono stati allevati, organizzati molto bene, ed hanno cominciato a prendere il controllo di alcuni municipi ed hanno fatto cio’ che volevano”, dice sugli H3 Hipólito Mora, fondatore in zona de la Ruana delle autodefensas.
Nel vertice degli H3 ci sono due templari: Ignacio Renteria, “El Cenizo” -successore dell’ex-leader templare Servando Gomez Martinez “La Tuta”, attualmente in galera-, e Pablo Toscano, “El 500”; Miguel Angel Gallegos, “EL Migueladas”, leader della atuodefensas a La Huacana e legato al cartello Jalisco Nueva Generation, e Luis Antonio Torres, “El Americano”, un ex-autodefensas.
“El Migueladas” e’ considerato il principale esportatore di droga sintetica “ice” in questa regione e, secondo il quotidiano Excelsior, e’ uno dei grandi patron delle autodefensas in lotta contro i templari.
D’accordo con Hipolito Mora, le autodefensas furono infiltrate dai narcos, principalmente nella zona Buenavista -comunita’ vicina a La Ruana-, dove era nata la Tercera Hermandad. Il gruppo controllava almeno 5 dei 17 municipi di Tierra Caliente, famosa per i suoi giacimenti di rame, uranio e ferro, e per le sue piantagioni di limoni e avocado.
“Sono gruppi che esistono da tempo, hanno il potere per le autodefensas e sono diventati o tornano alle loro radici apertamente criminali in virtu’ della minore pressione delle autorita’ federali, e stanno indebolendo i templari”, dice Alejandro Hope, analista sulla sicurezza.
Secondo questo analista ci sono anche Los Viagras, come gruppo narco in Tierra caliente, zona che ha vissuto il 2016 come anno piu’ violento della decade, e dopo che sono 20 anni che e’ stata avviata la produzione di metamfetamine in Michoacan, con l’arrivo al porto di Lazaro Cardenas dei precursori chimici per fabbricare queste droghe sintetiche. E’ una zona in cui si coltiva anche marijuana e papavero da oppio.
H3 e’ uno dei vari gruppi criminali che sono nati in questa zona come effetto della frammentazione dei cartelli dei narcos, un fenomeno che si sta manifestando in tutto il Messico dopo la cattura e l’estradizione a New York del leader del cartello di Sinaloa, Joaquin “El Chapo” Guzman, lo scorso gennaio.
La caduta di Guzman e’ il colpo piu’ visibile contro i narcos di Pena Nieto, ma non e’ l’unico: “La Tuta”, leader dei templari, e’ stato arrestato a febbraio 2015; ad ottobre del 2014 sono stati catturati Vicente Carrillo Fuentes, "El Viceroy", capo della banda dei Carrillo Fuentes, e Héctor Beltrán Leyva, capo del cartello dei Fratelli Beltrán Leyva. Poco prima, a giugno di questo anno, e’ caduto Fernando Sánchez Arellano, massimo dirigente del cartello di Tijuana. E qui, in una decapitazione sostenuta dai cartelli, che e’ stata provocata questa frammentazione e sono apparsi i gruppi piu’ piccoli.
Per questo -dice Hope- il termine cartello “e’ sempre meno adeguato per riferirsi a questi gruppi. L’esperto in sicurezza ed editorialista del quotidiano El Universal, dice che “lo scenario e’ sempre piu’ dominato da gruppi molto piccoli, meno collegati al mercato internazionale delle droghe, con piu’ contatti con l’economia locale”.
“Questo conflitto che c’e’ in questo momento nel cartello di Sianloa -spiega Hope- e’ una parte di questo processo. Frammentazione e diversificazione dei gruppi criminali”. Frammentazione e diversificazione che implica violenza per imporsi nei vuoti che sono comparsi non solo in Michoacan, ma anche in Stati come Veracruz, Guerrero, Tamaulipas. Il Messico sta vivendo tempi di ridefinizione del potere.
La caduta di “El Chapo” Guzman e la decapitazione sostenuta dai cartelli durante il governo di Pena Nieto, hanno provocato la frammentazione e la comparsa di gruppi piu’ piccoli di narcotrafficanti.

(articolo di Gaspar Ramirez, pubblicato sul quotidiano El Mercurio del 12/03/2017)
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