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Legalizzare le droghe. Appello di Michel Kazatchkine
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Articolo di Redazione
21 maggio 2017 16:58
 
 In Messico sono urgenti riforme per regolamentare il consumo di droghe come marijuana e depenalizzarne il consumo. Cosi’ sostiene Michel Kazatchkine, membro della Commissione Globale sulle politiche delle droghe e inviato speciale del segretario generale dell’ONU in materia di Aids per l’Europa dell’est e l’Asia centrale.
Per lo specialista, che ha partecipato ala 25ma Conferenza internazionale per la riduzione del danno a Montréal, le politiche repressive devono essere cambiate a livello globale.
“Se le droghe continueranno ad essere proibite, il mercato restera’ nelle mani dei criminali. Il mercato non ha che da guadagnarne se controllato dal Governo, invece che lasciarlo nelle mani del crimine, dobbiamo affidarlo ad esso perche’ lo regolamenti”.
“Questi sono passi difficili da fare, ma non dovrebbero essere tanto difficili in Messico, perche’ le conseguenze negative delle politiche di repressione sono evidenti. Crediamo, come Commissione globale, che ci siano molti piu’ danni che benefici nelle politiche repressive, e il Messico ne e’ un chiaro esempio”.
Il risultato di queste conseguenze negative sono l’alto tasso di morti causato dalla guerra contro i cartelli, insieme alle morti dei consumatori, che sono perseguiti da polizia e militari.
Circa 100mila persone sono morte in Messico per la lotta contro le droghe. Nel contempo, molte persone nel mondo consumano droghe in modo sicuro.
“Circa il 90% di coloro che consumano droghe nel mondo lo fa in modo sicuro, il 10% ne sono dipendenti ed hanno diversi problemi”.
La regolamentazione delle droghe non significa che tutti ne potranno avere accesso.
“Si possono regolamentare i metodi di acquisto e di vendita, e si puo’ vietare che i minori di 16 anni la possano comprare”.
La regolamentazione dei narcotici, secondo lui, porra’ fine alla corruzione.
“La corruzione e’ una conseguenza del fatto che esiste un mercato in mano al crimine; e questo mercato e’ immenso. A livello globale, si stima che sia di 350 miiairdi ogni anno”, denaro che viene utilizzato per corrompere Governi e polizie.
“Ci sono Stati dove la democrazia e’ a rischio per la destabilizzazione grazie alla corruzione. Questa e’ l’altra grande conseguenza della proibizione”.
Secondo lui, con la regolamentazione si avra’ una riduzione del danno, evitando l’adulterazione delle droghe, e quindi facendo diminuire i contagi da malattie come Hiv ed epatite C, poiche’ potranno essere utilizzate delle siringhe sterili.
“In questi anni la gente ha pensato che se si arrestano le persone, le si mettono in carcere, le si puniscono, questo dovrebbe portarle a non consumare piu’ le droghe. E se tu hai una forza di polizia, domani potrai arrivare ad un mondo senza droghe. Chiaramente questa e’ una illusione, non e’ possibile avere un mondo senza droghe”. 

(articolo di Natalia Vitela, pubblicato sul quotidiano La Reforma del 21/05/2017)
 
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