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Canada. I sequestri delle droghe non riducono il traffico
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Articolo 
18 settembre 2009 9:50
 
La polizia, lavorando duramente in due anni di indagini, ha arrestato otto persone e sequestrato alcune quantita' di droghe, denaro e armi.
Ma e' da stupidi credere che queste operazioni portino a dei progressi, non importa quante risorse siano usate.
 La Royal Canadian Mountain Police dell'Isola di Vancouver ha seguito per un anno alcuni trafficanti di cocaina. L'operazione e' stata un successo, portando all'arresto dei sospetti e al sequestro della droga. Questo e' il lavoro della polizia, ma e' anche utile che si ponga uno stop alla distribuzione e si scoraggino i traffici illegali.
Sforzi mirati, come la recente operazione contro lo spaccio a Victoria, sono passi importanti, ma questi non riducono la disponibilita' delle droghe. E' come se si chiudesse un bar, e ci si aspetti che questo fermi il consumo dell'alcol.
Nel 2000, i ricercatori dell'universita' della British Columbia, hanno seguito per sette anni circa 1400 tossicodipendenti di Vancouver, e alcune indagini della polizia, con relativi sequestri di droghe. I ricercatori hanno scoperto che i sequestri non hanno procurato alcun effetto positivo sulle strade. I risultati sono stati pubblicati sul "Canadian Medical Association". L'eroina e' sempre disponibile, il prezzo e' diminuito e le overdosi letali sono lievemente aumentate proprio a causa dei sequestri. Il tasso di criminalita' e' rimasto pressoche' invariato, e neppure comunita' sono piu' sicure. Alla domanda sulla sicurezza, il portavoce della polizia di Victoria ha dichiarato che si e' visto un aumento della violenza nelle strade per crimini connessi alle droghe perche' i criminali devono spartirsi quantita' minori di sostanze. L'aumento della violenza non e' certo un segno di successo della politica proibizionista.
Il problema delle droghe non si risolve con gli arresti e le leggi piu' severe. Questa politica e' applicata da anni, senza successo. L'esempio del proibizionismo dell'alcol negli stati Uniti sembra non insegnare nulla.
Finche' esiste una domanda, si trovera' il mondo di soddisfarla. Se la polizia interviene in un campo, le attivita' criminali trovano altre fonti per soddisfare la richiesta.
La priorita' della politica dovrebbe essere la domanda. La prevenzione intesa come informazione. Dovrebbero essere aumentati i centri per la disintossicazione, e migliorato il sistema giudiziario.
Le droghe dovrebbero essere decriminalizzate, e la vendita autorizzata in centri, cosi' da ridurre i crimini per le strade.
Chiediamo alle forze dell'ordine di fare miracoli affidandole il problema delle droghe.. E' tempo di essere piu' intelligenti.

* editoriale del Times Colonist , traduzione di Katia Moscano
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