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Associazioni cannabis. Polizia chiude la capostipite di quelle di Barcelona
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Articolo di Redazione
16 febbraio 2017 12:51
 
 La polizia speciale (Mossos d'Esquadra) ha smantellato e arrestato l’ex-presidente e alcuni membri della prima associazione di cannabis che e’ stata legalmente costituita in Catalogna, a Barcelona, l’Asociación Barcelonesa Cannábica de Autoconsumo (ABCDA). Sei dei 12 arrestati sono andati in prigione per ordine del giudice. Questa associazione e’ anche quella che aveva perorato la coltivazione della cannabis terapeutica a Rasquera, progetto che alla fine e’ saltato.
L’ex-presidente, il serbo Vojislav Djordjevic, e’ accusato di essere a capo di un’organizzazione criminale. Djordjevic era stato a suo tempo l’interlocutore col Sindaco di Rasquera, Bernet Pellisa, che a sua volta e’ stato imputato a settembre dell’anno scorso in un’altra operazione di questa polizia, quando non era Sindaco del Paese, per coltivazione di marijuana. Oggi Vojislav Djordjevic non svolge uno specifico ruolo nell’associazione che, secondo la polizia era una testa di ponte per violare la legge. Il giudice ha anche ordinato la chiusura della sede dell’associazione stessa.
La ABCDA era nata nel 2010, e subito dopo la sua nascita c'erano stati problemi. La polizia fece irruzione una prima volta nel 2011. In questa ultima indagine, la polizia catalana assicura, in un comunicato, che alcuni dei suoi membri si dedicano a costituire associazioni e a vendere le proprie licenze a terzi. Le associazioni di cannabis non possono avere, per statuto, fini di lucro. Vigilancia Aduanera (ndr – la specifica polizia contro riciclaggio e contrabbando), che ha partecipato all’azione, fa sapere che in due anni l’associazione ha avuto in giro d’affari di 1,1 milioni, con un guadagno di mezzo milione.
ABCDA e’ stata la prima associazione che ha avviato la regolamentazione della cannabis in Catalogna, dove vige una sorta di limbo legale che potrebbe essere equiparato all’esercizio della prostituzione. Nel 2010 presentarono una petizione al Dipartimento di Giustizia e, nonostante i vari interventi contrari del ministero degli Interno e della polizia, riuscirono a farsi riconoscere dalla Procura il diritto a fare iscrivere le persone alla propria associazione. Da quel momento, decine di associazioni si costituirono con statuti simili al loro. Ad oggi, solo in Catalogna, sono piu’ di 300.
Le indagini della polizia catalana avevano preso il via a giugno del 2016, dopo il sequestro di una nave dove si coltivava marijuana. Le indagini scoprirono varie navi simili che facevano tutte a capo ad associazioni di cannabis, una a Sant Martì, della ACC e della ABCDA. Lo scorso 7 febbraio la polizia ha individuato otto appartamenti, cinque navi industriali e due associazioni di cannabis. Ed ha individuato rapporti tra le persone arrestate e 15 associazioni di Barcelona, due delle quali sono state coinvolte direttamente.
Nei verbali sono riportati 5.000 piante e piu’ di mille borse preparate per il traffico di cannabis e hashish. Inoltre sono stati sequestrati 60.000 euro. Tra gli arrestati anche il tesoriere dell’associazione, che aveva con se’ 40.000 euro. Gli arrestati, secondo la polizia, conducevano un alto tenore di vita, vivevano in appartamenti di lusso ed usavano autoveicoli di alta gamma.

(articolo pubblicato sul quotidiano El Pais del 16/02/2017)
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