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Afghanistan. Talebani e signori della droga minano la sicurezza del Paese
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Articolo di Katia Moscano
16 ottobre 2006 19:42
 
Per il ministro antinarcotici afghano: "La violenza potrebbe aumentare per la decisione del Governo di tenere sotto controllo il problema delle droghe". Habibullah Qaderi ha dichiarato che i signori delle droghe prevedono di guadagnare quest'anno 3 miliardi di dollari con i quali finanziano anche i talebani islamici ribelli. "Per questo motivo le droghe cosi' come i ribelli non possono essere affrontate singolarmente. Stiamo affrontando una nuova sfida. La sicureza nel sud e' diventata piu' difficile. Se miglioriamo la situazione potrebbero occorre meno di dieci anni per raggiungerla, ma se continuiamo con questa insicurezza sociale, ne occorreranno di piu'", ha dichiarato il ministro intervistato dall'Agenzia stampa Reuters.
Nel 2006, piu' di 2.500 persone sono decedute per la violenza, la maggior parte affiliate ai talebani del sud e connesse con il commercio dell'oppio.
Secondo i dati dell'Unodc, nel 2006 le coltivazioni illegali hanno raggiunto livelli record, producendo il 92% della produzione mondiale.
Qaderi, il cui ministero e' stato istituito solo due anni fa, ha lanciato una nuova campagna, coinvolgendo politici locali e leaders comunitari, per incoraggiare i contadini ad abbandonare le coltivazioni illegali e dedicarsi a quelle legali. "Sono messaggi diretti in varie direzioni. I mullahs, che pregano e vanno nelle moschee, possono parlare alle persone. Questo e' un modo giusto di procedere, e' tempo per una nuova strategia".
Analisti politici internazionali ritengono che i baroni delle droghe alimentino l'instabilita', appoggiando i talebani e altre milizie parallele, per tenere la polizia e il Governo lontani dai loro territori.
"I contrabbandieri sono protetti dai talebani fino alle frontiere, comprano armi, veicoli e offrono denaro agli stessi talebani. E' una situazione difficile. Se colpiamo i contadini troppo direttamente, questi si rivolgono ai ribelli, ma se li abbandoniamo i ribelli se ne avvantaggiano".
Per Qaderi l'abbondante raccolto registrato nel 2006 e' stato causato dalla guerra civile, dal terrorismo e dalla mancanza delle istituzioni, cosi' come dalla insufficiente polizia.
I due anni di campagne Onu contro le droghe, con la distruzione dei campi, sequestri di equipaggiamenti e aiuti economici per i contadini non sono stati sufficienti per fermare la rabbia di questi contro le eradicazioni. "I contadini resistono contro qualsiasi strategia di eradicazioni o eliminazione dei campi di papavero. Ritengono di avere poche alternative ad essi", ha concluso il ministro.
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